Più che piattaforma dovrebbe chiamarsi piattaferma. A lanciare l'allarme è stato l'On Boffa il quale, più che sollecitare l'amministrazione, sembra voler mettere le mani avanti in merito ad una iniziativa dal futuro incerto. Si continua a parlare di piattaforma Ikea ma in realtà di questa società non si trova traccia in alcun documento ed al momento non risultano impegni formali. Il comune ha firmato un protocollo di intesa con il Consorzio Toscano Costruzioni società cooperativa per realizzare uno studio di fattibilità dell'opera, studio che ad oggi ha prodotto solo incarichi di consulenza e come lamenta l’onorevole Boffa è ancora nei cassetti dell'amministrazione. Intanto dai documenti preliminari la piattaforma sembra essere l'asse portante del Piano Strategico della città. Più di un milione di metri cubi di cemento per i capannoni su di un 'area di 3.300.000 metri quadrati per movimentare 11 milioni tonnellate di merci sono dati importanti che andrebbero maneggiati con cautela.
Per esempio interesserebbe conoscere quali aziende interessate, quali impegni ci sono che indagine è stata fatta e da chi. L'operazione ammessa che vada in porto ed abbia le dimensioni di cui sopra prevede finanziamenti pubblici ( centinaia di milioni ) attraverso gli strumenti dell'Accordo di Programma fra Comune, Regione e Provincia e Comune il Contratto di Programma .
Il rischio che si tratti di una mera attività immobiliare non è da escludere. Il nostro territorio già ampiamente saccheggiato da investimenti fasulli finanziati con danaro pubblico non ha assolutamente bisogno di “arricchire” il paesaggio con altri capannoni dismessi . Il Piano Strategico per sua natura è tale solo se condiviso da tutte le articolate componenti della comunità ( sociali, politiche , associative ecc.);fino ad oggi l'amministrazione procede in perfetta solitudine socializzando il Piano strategico esclusivamente attraverso convegni che vanno quasi deserti e banchetti, viceversa, sempre affollati. Oggi il sindaco si pavoneggia con la piattaforma e l' Unesco, ma entrambe le iniziative non sono farina del suo sacco. La piattaforma non era prevista nel programma di mandato del sindaco, ed è tutta “esterna” alla nostra città; mentre la candidatura dell’Unesco è legata alla storia della nostra città ed all’operato delle precedenti amministrazioni. Nel programma di mandato del sindaco figuravano invece il “Palaballo” ed il progetto “Ape”. Meno male che di entrambi non si riscontrano più tracce nei documenti di programmazione.
Questa amministrazione palesa tutta la sua incapacità di immaginare il futuro della città; dopo quasi tre anni e centinaia di migliaia di euro spesi in consulenze varie, del piano strategico abbiamo finalmente “le linee guida” ; per il resto oltre alla Ikea quello che veramente manca è l’idea. Quale è la Benevento dei prossimi venti’anni ? Quella della Piattaforma o quella dell’Unesco?. La stridente diversità delle due iniziative la dice lunga sulla capacità di programmazione di questa amministrazione; ad essa si adatta perfettamente il titolo, rivisitato, di un noto romanzo : “Va dove ti porta il caso “.
Per esempio interesserebbe conoscere quali aziende interessate, quali impegni ci sono che indagine è stata fatta e da chi. L'operazione ammessa che vada in porto ed abbia le dimensioni di cui sopra prevede finanziamenti pubblici ( centinaia di milioni ) attraverso gli strumenti dell'Accordo di Programma fra Comune, Regione e Provincia e Comune il Contratto di Programma .
Il rischio che si tratti di una mera attività immobiliare non è da escludere. Il nostro territorio già ampiamente saccheggiato da investimenti fasulli finanziati con danaro pubblico non ha assolutamente bisogno di “arricchire” il paesaggio con altri capannoni dismessi . Il Piano Strategico per sua natura è tale solo se condiviso da tutte le articolate componenti della comunità ( sociali, politiche , associative ecc.);fino ad oggi l'amministrazione procede in perfetta solitudine socializzando il Piano strategico esclusivamente attraverso convegni che vanno quasi deserti e banchetti, viceversa, sempre affollati. Oggi il sindaco si pavoneggia con la piattaforma e l' Unesco, ma entrambe le iniziative non sono farina del suo sacco. La piattaforma non era prevista nel programma di mandato del sindaco, ed è tutta “esterna” alla nostra città; mentre la candidatura dell’Unesco è legata alla storia della nostra città ed all’operato delle precedenti amministrazioni. Nel programma di mandato del sindaco figuravano invece il “Palaballo” ed il progetto “Ape”. Meno male che di entrambi non si riscontrano più tracce nei documenti di programmazione.
Questa amministrazione palesa tutta la sua incapacità di immaginare il futuro della città; dopo quasi tre anni e centinaia di migliaia di euro spesi in consulenze varie, del piano strategico abbiamo finalmente “le linee guida” ; per il resto oltre alla Ikea quello che veramente manca è l’idea. Quale è la Benevento dei prossimi venti’anni ? Quella della Piattaforma o quella dell’Unesco?. La stridente diversità delle due iniziative la dice lunga sulla capacità di programmazione di questa amministrazione; ad essa si adatta perfettamente il titolo, rivisitato, di un noto romanzo : “Va dove ti porta il caso “.
